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09/08/2011 - Regione Piemonte - Economia
TRINO - Partecipanza, il Primo Conservatore Bruno Ferrarotti smentisce duramente il leghista Alessandro Mocca - E assicura: i ripetuti soprusi della Giunta Cota non passeranno
TRINO - Partecipanza, il Primo Conservatore Bruno Ferrarotti smentisce duramente il leghista Alessandro Mocca - E assicura: i ripetuti soprusi della Giunta Cota non passeranno
La Partecipanza di Trino

TRINO - IL PRIMO CONSERVATORE DELLA PARTECIPANZA DEI BOSCHI, INTERVIENE SULLA QUESTIONE SPINOSA INNESCATA DALLA GIUNTA REGIONALE, CON UNA LETTERA APERTA AL NOSTRO GIORNALE.



Il sopruso della Giunta Cota alla Partecipanza dei Boschi di Trino.


Il 28 luglio 2011 il Consiglio Regionale del Piemonte ha approvato, a maggioranza, le “Modifiche alla Legge Regionale 29 giugno 2009, n. 19 (Testo unico sulla tutela delle aree naturali e della biodiversità)”: avrebbe dovuto essere un documento atto a favorire una completa realizzazione dei principi generali ispiratori della legge fondamentale, soprattutto sanzionando, ove necessario, la partecipazione attiva delle comunità locali (“partecipazione dei cittadini attraverso forme associative) ai processi di pianificazione e di gestione delle aree protette.


Nei confronti della Partecipanza dei Boschi di Trino queste aspettative sono invece state pesantemente tradite attraverso l’introduzione di modifiche e di abrogazioni che costituiscono un conclusivo schiaffo istituzionale di gravità inaudita nella secolare storia del Sodalizio.


Ecco brevemente l’accaduto.


Il 15 novembre 2005 veniva presentato il così detto “Testo unico sulla tutela delle aree naturali e della biodiversità”, che prevedeva l’irrazionale annessione del Parco Naturale del Bosco delle Sorti della Partecipanza di Trino alle aree protette del Po Vercellese/Alessandrino e delle Lame del Sesia (il sottotitolo evocava le “terre d’acqua”!): un ingombrante carrozzone burocratico finalizzato a gestire un’esorbitante, eterogenea e sconnessa realtà ambientale–territoriale, offesa evidente alla storia passata e recente della Partecipanza dei Boschi.


La Partecipanza allora reagì energicamente ma in modo propositivo contro tali decisioni, suggerendo e concordando con i competenti organi regionali l’inserimento, nel “testo unico”, di indicazioni essenziali per le quali la gestione del Bosco delle Sorti era affidata alla Partecipanza stessa sulla base di apposita convenzione; quest’ultima avrebbe assicurato la valorizzazione e la tutela delle caratteristiche naturali, ambientali, paesaggistiche del Bosco nel pieno rispetto delle tradizionali pratiche selvicolturali, dei diritti e delle consuetudini secolari esercitate dalla Partecipanza e dai Partecipanti quali proprietari pro indiviso, mantenendo inalterato il regime di proprietà. Le indicazioni furono quindi recepite attraverso l’art. 15 della L.R. 19/2009.








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Ciò nonostante, il 28 luglio u.s., in occasione delle modifiche alla predetta legge regionale, la Giunta Cota, con un vero e proprio colpo di mano, ha abrogato i commi 2, 3, 4, 5 e 6 dell’art. 15 della L.R. 19/2009, spazzando via l’autonomia e l’indipendenza dell’antico Sodalizio trinese nella gestione del “suo” patrimonio di comunità. In questo bruttissimo quadro normativo si inserisce in modo surrettizio anche il comma 2 dell’art. 3, che nell’intenzione dell’estensore del nuovo testo legislativo avrebbe dovuto essere uno zuccherino semantico per addolcire la velenosità della norma anti-Partecipanza ma che, di fatto, rappresenta un autentico pasticcio giuridico-amministrativo scritto da chi non ha la più pallida idea di cosa sia, di come sia regolamentato e di come si debba legalmente tutelare un bene privato e collettivo plurisecolare come la Partecipanza dei Boschi allorché svolge una funzione pubblica. Sono insomma atti incomprensibili ed ingiustificabili decisi unilateralmente dalla Giunta Cota, pochi giorni prima dell’approvazione in aula, senza alcun confronto con la Partecipanza ed i Partecipanti, ai quali peraltro aveva già sottratto consapevolmente e colpevolmente i finanziamenti relativi ai lavori forestali ed al supporto amministrativo per garantire le imprescindibili consuetudini storiche (circa 140.000 euro per gli anni 2010/2011). 


La Partecipanza ed i Partecipanti dicono NO a questi ripetuti soprusi.


Per quanto ci riguarda, o si ritorna al testo originario della L.R. 19/2009 oppure il nostro Sodalizio dichiara fin da ora la propria totale indisponibilità a concedere i propri beni naturali e le sue secolari consuetudini forestali, sotto qualsiasi forma giuridica, alla Regione Piemonte. Usciremo dal sistema delle aree protette regionali. Di conseguenza nessun Ente di gestione regionale potrà fregiarsi del titolo “Bosco delle Sorti della Partecipanza” se il nostro Sodalizio non sarà formalmente rappresentato in tali consessi.


Il Bosco delle Sorti della Partecipanza era stato istituito a Parco Naturale regionale nel 1991 (con la legge n. 38) dopo 15 anni di inserimento nel Piano dei Parchi, a seguito di un processo di concertazione molto dibattuto e sofferto tra la Regione Piemonte e la Partecipanza (“una società di private persone possidenti per indiviso un esteso tenimento boschivo” costituente Patrimonio di Comunità sin dal 1275), a condizione che l’autogoverno dell’area protetta fosse esercitato dagli stessi Partecipanti.


La Giunta Cota, nata con premesse e promesse di un“confronto più ampio possibile con tutto il territorio” e per dare “una piena attuazione del principio di sussidiarietà”, ha così dimostrato di che pasta sono fatti i principi sbandierati in campagna elettorale: dopo 20 anni di positiva esperienza gestionale nelle funzioni di area protetta regionale, la Partecipanza dei Boschi è stata pretestuosamente ed irresponsabilmente penalizzata, senza un perché, dalla Giunta Cota.


Noi comunque faremo di tutto per non disperdere il senso comunitario radicato nell’anima della nostra gente più semplice, l’attaccamento al costume dei nostri avi, la fedeltà alla nostra originale istituzione al solo fine di continuare a conservare ed utilizzare correttamente le nostre risorse forestali. E faremo tutto ciò con la consapevolezza che la Partecipanza, l’autentico blasone popolare della comunità trinese, debba sempre avere la dignità e la forza di non essere mai compiacente alle bizze o alle lusinghe del Potere.


Una cosa devono però mettersi bene in testa il Presidente Cota e la sua Giunta: la Partecipanza dei Boschi in quanto proprietà collettiva sarà sempre “inalienabile”, “indivisibile”, “inusucapibile” e “non modificabile nella destinazione”; ed è per questo che il futuro della Partecipanza dei Boschi, con le sue consuetudini, con i suoi statuti, con i suoi regolamenti, con le sue norme, con il suo “patrimonio di comunità” forestale e culturale (unico attivo in Piemonte) resterà, sempre e solo, nelle mani dei Partecipanti. E non saranno l’arroganza politico-amministrativa e una vergognosa norma legislativa regionale, per noi inapplicabile, che cambieranno la memoria ed il corso della nostra storia.


Distinti saluti.


                                                                 Per l’Amministrazione-Il 1° Conservatore


                                                                                     Bruno Ferrarotti


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